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Giovanissimi: 3-1 al Real Fenice e aggancio al secondo posto

Il verbo “abdicare” viene utilizzato quando un monarca lascia il potere in favore di un nuovo occupante. A volte l’abdicazione è volontaria, altre volte invece è violenta: può essere un lascito pacifico oppure determinato dall’esito di un conflitto. La guerra, in questo caso sportiva, ha avuto un risultato netto: i biancoscudati si sono imposti per tre reti ad uno a discapito dei mestrini del Real Fenice che, in linea con i concetti precedentemente esposti, hanno dovuto abdicare dalla seconda posizione in classifica, ora occupata proprio dal Padova grazie agli scontri diretti.
In un percorso tecnico e tattico ormai avviato, quello che si può fare per preparare al meglio questi incontri è lavorare sui dettagli: un particolare movimento, il perfezionamento dei tempi, il ripasso delle soluzioni da palla ferma. Fatto questo, l’ultimo step si divide in due: motivazione e psicologia. La motivazione non deve essere la vittoria ma la prestazione: importante, di carattere, coraggiosa, come il campionato sopra le aspettative che il gruppo sta vivendo. La testa deve invece essere libera: a questa età l’unico obiettivo è il gioco e la crescita attraverso questo, con la caratteristica determinante che non si deve mollare mai, a prescindere da quanto dice il tabellone, e che l’unica maniera per uscire dalle secche è il “rinforzo positivo” tra compagni.
Si palpava una certa tensione negli spogliatoi prima dell’ingresso in campo. Il Padova è sceso sul rettangolo con il canonico starting five: Palmarin, Portaluri, Bottaro, Simonetti e Camani. Osservatore d’eccezione coach Quaranta, CT della rappresentativa veneta di categoria. Pallino del gioco in mano al Real Fenice, guidata da Andrea Pagan, che sfrutta i corridoi del campo per imbucare al pivot, con quest’ultimo che cerca lo scarico oppure la girata in porta. Il Padova fatica molto a cambiare il ritmo in fase di possesso mentre i mestrini sono abili a chiudere gli spazi. I biancoscudati vanno sotto nell’unica vera sbavatura del primo tempo: imbucata in diagonale dei veneziani che trovano il pivot pronto a girare in porta, cogliendo uno spazio tra Portaluri che accompagnava e Palmarin in uscita. E’ forse la rete subita la sveglia che permette al Padova di ritrovare il coraggio necessario: Portaluri trova pronto il numero 1 veneziano sul primo palo, Simonetti in girata vede la propria conclusione deviata in angolo, Camani non impatta la palla concludendo fuori un veloce contropiede e ancora Portaluri manca l’aggancio sullo scarico di Pinciroli, oggi vero MVP del match. Un primo tempo che si chiude in forte crescita, preludio alla prestazione della ripresa.
Nel secondo tempo il Padova rischia poco e capitalizza al massimo le occasioni. Il pareggio arriva sull’asse Portaluri – Simonetti: un movimento collaudato, con il numero dieci patavino che si fa trovare pronto alle spalle della difesa veneziana e beffa il portiere ospite con un colpo di testa. Il pareggio rompe gli indugi tra i biancoscudati che, nonostante qualche fase in cui il giro palla è risultato troppo lento, svoltano sotto l’aspetto della prestazione. Ancora Pinciroli si rende protagonista, questa volta saltando di tacco il proprio marcatore, puntando l’area e servendo una palla d’oro sul secondo palo a Camani che firma di sinistro il sorpasso. E’ un break devastante quello degli uomini di Rozzato che trovano anche la terza rete dopo pochi minuti: Camani e Portaluri raddoppiano in prima linea, vincendo il contrasto e facendo carambolare la palla in campo aperto, il capitano arriva prima del pivot biancoscudato, salta il portiere e deposita a porta vuota. Rimonta completata, allungo decisivo. Il Real cerca di scuotersi ma anche con il portiere di movimento non si renderà mai troppo pericoloso: Palmarin mette le mani su una punizione e i piedi in uscita. Lavoro duro per i Papi e Camani che da pivot hanno il compito di ricevere, difendere e far salire la squadra sotto la pressione veneziana. Il cronometro scorre, veloce per i veneziani, molto lentamente per i supporter patavini. Nel minuto di recupero Portaluri sfiora la quarta rete a porta libera, Camani invece tiene il pallone il più distante possibile da Palmarin impegnando l’estremo difensore, proprio come Simonetti che si invola nell’ultima azione utile ma sbatte sul quinto di movimento rientrato. Triplice fischio, festa e sorrisi.

 

 

 

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