This is a single blog caption

Padova-P5 Spinea 2-4: tabellino e sintesi

Calcio Padova C5: 21 Feverati, 3 Rasula, 4 Iozzino, 5 Paperini, 7 Meggiorin, 8 Lucca, 10 R. Mazzon, 11 Carraro (cap.), 12 A. Mazzon, 22 Varotto, 23 Simonetti, 26 Scarparo. All. Candeo

P5 Spinea: 12 Calgaro (cap.), 3 Bottan, 8 Zanchetta, 9 Semenzato, 10 Ronchin, 11 Zanatta, 13 Biscaro, 21 Bona, 22 Frison, 27 Preantoni, 33 C. Stocco, 80 Zanardo, 97 D. Stocco. All. Foffano

Arbitro: Calzavara (Padova)

Arbitro 2: Rasia (Bassano)

Reti: 11’pt Frison (S), 16’pt Iozzino (P), 7’st R. Mazzon (P), 8’st D. Stocco (S), 10’st Semenzato (S), 19’st Zanardo (S)

Ammoniti: Zanardo (S), Rasula (P), Carraro (P), Lucca (P)

Nemmeno la fortuna accorre in aiuto del Padova in questo girone di ritorno che oramai si può definire disastroso. Passa al PalaGozzano anche il modesto P5 Spinea, squadra che comunque ha il merito di aver mostrato più voglia dei biancoscudati nel portare a casa l’intera posta in palio, soprattutto nella ripresa. Il match inizia con ritmi non elevatissimi ma il predominio territoriale è ad appannaggio dei ragazzi di Candeo che vanno vicini alla marcatura due volte con i tiri di Meggiorin sui quali si oppongono prima Calgaro e poi il montante alla sua sinistra. Alla prima occasione però la squadra veneziana passa grazie ad un’azione di rimessa conclusa sotto porta da Frison: nell’occasione Feverati compie un grande intervento deviando di piede sul palo ma poi è molto sfortunato sulla carambola successiva con la sfera che oltrepassa la linea. Il vantaggio ospite da una botta di adrenalina all’incontro e subito Riccardo Mazzon fallisce una ghiotta occasione da pochi passi sul filtrante di Lucca. Al 14’ sempre pericoloso il numero 10 biancoscudato con un destro al volo in ottima coordinazione che però viene deviato provvidenzialmente da Calgaro in angolo; il portiere del P5 si ripete poi appena un giro di lancette dopo sventando la conclusione a botta sicura di Meggiorin dopo che il Padova era riuscito a sfondare con una bella combinazione tra Rasula, Simonetti e, per l’appunto, Meggiorin. Al 16’ arriva il meritato pareggio sugli sviluppi di una punizione di Iozzino leggermente spostata sulla sinistra: la prima conclusione viene ribattuta da Ronchin (che tra l’altro si infortuna leggermente) mentre la seconda si infila imparabilmente in rete. Nel finale di frazione bravo Feverati a respingere un paio di offensive ospiti.

Il secondo tempo si apre con la novità Alberto Mazzon a difesa della porta padovana ed i biancoscudati subito in avanti con Meggiorin, il quale, in seguito ad un triangolo con Carraro, calcia troppo centrale ma il piglio sembra quello giusto. Questa sensazione viene subito smentita però dai gravi errori commessi in fase di costruzione che regalano due ghiotte palle gol a Semenzato e soprattutto Biscaro, il quale scheggia l’incrocio da posizione favorevole. Il Padova sembra annaspare e Davide Stocco al 7’ colpisce la traversa con sinistro potente, sugli sviluppi del successivo possesso patavino però Rasula gestisce un buon pallone allargandolo sulla sinistra per Simonetti, il giovane aggregato dall’Under 19 vede e serve l’inserimento centrale di Riccardo Mazzon il quale deposita in rete da pochi passi e porta in vantaggio i suoi. Carraro e compagni sembrano ora avere altra consapevolezza ma vengono puniti quasi immediatamente dal fendente dal limite di Davide Stocco (classe ’97 davvero promettente) al termine di un’azione insistita da parte del P5. La reazione della compagine di casa è pressochè immediata con Iozzino che trova sulla sua strada un miracoloso Calgaro, mentre poi è Paperini e fallire due belle occasioni calciando malamente a lato; la squadra dell’ex Marco Foffano a questo punto ne approfitta e colpisce con Semenzato abile a raccogliere la “suolata” di Zanatta sugli sviluppi di un calcio d’angolo e battere Alberto Mazzon da dentro l’area. Il Padova vede all’orizzonte il fantasma di una nuova beffa e si fa prendere dal nervosismo peccando in lucidità, occasioni nitide non ne vengono di fatto costruite nemmeno dopo l’ingresso del portiere di movimento, anzi è Zanardo ad innamorarsi troppo della sfera e non calciando porta sguarnita, tuttavia a pochi secondi dal termine lo stesso numero 80 metterà il punto esclamativo sul match con il tiro libero del 4-2. Il Padova esce da questo incontro con il morale ovviamente a terra consapevole che ormai non vi è più la possibilità di raddrizzare una stagione rovinata da un cammino gravemente insufficiente nel girone di ritorno, non rimane che onorare fino al termine il campionato e la maglia provando a conquistare il massimo dei punti nelle rimanenti sfide.

Vota
Condividimi: